Il banditismo sardo si è sviluppato in una zona precisa: l'interno montagnoso dell'isola, e in particolare la Barbagia, regione il cui nome deriva dall'antichità romana (Barbaria, terra dei « barbari » non romanizzati).
Lì, i massicci del Gennargentu e del Supramonte, le valli isolate e gli altipiani d'allevamento hanno alimentato un'economia pastorale chiusa, dove il potere centrale, piemontese poi italiano, ha a lungo esercitato solo un'autorità nominale.
I villaggi mitici di questo fenomeno, Orgosolo, Oliena, Nuoro, Orune, si trovano tutti in questo entroterra. L'iconografia popolare, in particolare i murales di Orgosolo, testimonia ancora oggi di questa memoria ambivalente.