Anonima
Sarda
Il ciclo dei sequestri di persona in Sardegna, 1960, 1997.
Tra il 1960 e il 1997, la Sardegna è stata teatro di circa centocinquanta sequestri di persona documentati, fenomeno criminale rapidamente raggruppato, nella stampa italiana, sotto la denominazione suggestiva di Anonima Sequestri Sarda.
Il termine « anonima » è ingannevole: non designa una società unica, ma la natura diffusa e senza volto di un fenomeno fatto di cellule criminali autonome, spesso legate dalla geografia (Barbagia, Supramonte) più che da una gerarchia.
Uno schema ricorrente
Scelta del bersaglio
Industriali, eredi, imprenditori, profili ad alto potenziale di riscatto.
Sequestro lampo
Spesso in Sardegna stessa, talvolta sulla penisola, poi rimpatrio insulare.
Sequestro prolungato
Nelle grotte e negli ovili del Supramonte, per settimane o mesi.
Trattativa
Tramite intermediari, lettere cifrate, talvolta parti anatomiche inviate alle famiglie.
Dalla montagna
al verbale
Una lettura sequenziale, dal banditismo arcaico del XIX secolo all'estinzione del fenomeno alla fine degli anni Novanta.
Il banditismo pastorale antico
Emergere del banditismo detto « d'onore » nella Barbagia, regione montagnosa dell'interno. Codici consuetudinari (barbaricino), vendetta, e resistenza alle autorità piemontesi poi italiane.
Banditismo residuale
Figure marcanti come Samuele Stocchino. L'economia pastorale isolata e la geografia accidentata alimentano un fenomeno criminale rurale distinto dalle mafie meridionali.
Nascita dell'Anonima Sarda
Comparsa dei sequestri di persona come fenomeno criminale organizzato in cellule autonome. Contrariamente a Cosa Nostra o 'Ndrangheta, non si tratta di una struttura gerarchica ma di un modus operandi condiviso.
Apogeo dei sequestri
Moltiplicazione dei sequestri, spesso di industriali o eredi. Sequestri prolungati nelle grotte della Barbagia e del Supramonte. Lo Stato italiano reagisce con operazioni militari nell'interno.
Graziano Mesina
Bandito di Orgosolo divenuto figura mediatica, più volte evaso e catturato. Incarna l'ambiguità popolare del banditismo sardo, al contempo braccato e mitizzato.
Inasprimento legislativo
Legge del 1991 sul blocco dei beni familiari delle persone sequestrate per impedire il pagamento dei riscatti. Inizio del declino del fenomeno.
Caso Farouk Kassam
Sequestro di un bambino di 7 anni, liberato dopo sette mesi, uno degli ultimi sequestri mediaticamente marcanti prima dell'estinzione progressiva del fenomeno.
Ultimo sequestro registrato
Fine del ciclo storico dell'Anonima Sarda. Bilancio stimato: circa 150 sequestri in Sardegna tra il 1960 e il 1997, secondo le fonti giudiziarie e accademiche.
Memoria e storiografia
Il fenomeno è ormai documentato dalla storiografia universitaria (lavori di Casalunga, Domenech) e dagli archivi della stampa regionale. Nessuna occorrenza del cognome Porcu tra i membri documentati dei gruppi criminali.
Nessun Porcu identificato tra i membri documentati.
Le verifiche incrociate effettuate nell'ambito di questo progetto, registri genealogici, stampa locale, archivi giudiziari, opere storiografiche specializzate, non rivelano alcun portatore del cognome Porcu tra i membri identificati dei gruppi criminali legati all'Anonima Sarda.
Ciò non esclude evidentemente future scoperte, la ricerca resta aperta, ma conferma, allo stato attuale, che la presenza del cognome sull'isola attiene a una storia rurale, pastorale e familiare, e non a una storia criminale.
« Torniamo, ora, alla sola storia che importa: quella della famiglia. »
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